La nuova edizione di Domenica In è iniziata da circa due settimane: come sempre al timone l’immancabile Mara Venier ma da quest’anno accompagnata da tre nuove figure volute da lei e concordate con la produzione, Teo Mammucari, Enzo Miccio e Tommaso Cerno.
Una Domenica In rinnovata sotto diversi punti di vista e arricchita di nuovi contenuti e nuovi spazi d’informazione e d’intrattenimento (dai casi di cronaca allo spazio ‘gioco’ con il tabellone). Tuttavia, la nuova ‘versione’ del programma sembrerebbe non aver convinto del tutto i telespettatori. La prima puntata ha registrato il 17,1% di share nella prima parte con 1.831.000 telespettatori e il 14,6% nella seconda parte con 1.411.000 telespettatori; la seconda puntata, invece, il 12,2% di share nella prima parte con 1.513.000 telespettatori e il 13,6% di share nella seconda parte con 1.390.000 telespettatori.
Domenica In, parla il direttore DayTime Rai
Dati e ascolti su cui è intervenuto il direttore del DayTime Rai Angelo Mellone che ha così commentato: “È impossibile giudicare un programma da due puntate, andate in onda in condizioni particolari, la prima era una domenica caldissima e l’altra è andata in sovrapposizione alla vittoria dei campionati del mondo di pallavolo maschile, e quando ha cominciato credo fosse intorno al 35%. Per ora si tratta di due puntate ‘episodio’, che fanno storia a sé. Il vero metro di giudizio per la valutazione di Domenica In partirà realmente con la prossima puntata”.
Per poi aggiungere: “L’anima e l’asse portante della trasmissione è e resta Mara Venier, nessuno aveva mai pensato il contrario. Gli innesti sono stati voluti dalla conduttrice e concordati dalla produzione. Ciascuno di loro è andato costruendosi un suo spazio all’interno del programma. A differenza dei format, i programmi contenitore possono essere man mano modificati, cambiati, rimodulati, ma le prime due puntate non possono essere oggetto di valutazione comparativa. Fra quattro o cinque puntate sarei più in grado di fare una valutazione“.

