Nelle ultime ore, nella Casa del Grande Fratello, Ivana Castorina ha raccontato la sua storia, parlando del suo passato, di quanto abbia dovuto soffrire fin da bambina, del disagio interiore che ha sempre provato e fino alla decisione di intraprendere il percorso di transizione per diventare quello che ha sempre voluto e si è sentita di essere: una donna.
La gieffina ha raccontato alle sue coinquiline tutto il dolore che ha dovuto provare fin da piccola, sia a casa che a scuola, della discriminazione, dell’emarginazione e delle ingiustizie subite, che l’hanno segnata profondamente fino ad arrivare a pensare di porre fine alla sua vita.
Grande Fratello, le parole di Ivana Castorina sul suo passato
Ecco le sue parole, come riportato da Biccy: “Fin da piccola avevo un forte disagio interno. Già da piccola mettevo i teli in testa per simulare i capelli lunghi e giocavo con le Barbie. I ragazzini aspettano i 18 anni per la patente, per diplomarsi, io ho aspettato i 18 anni per essere libera! Ero appena maggiorenne, lunedì mi sono seduta a tavola con mia mamma e lei mi ha detto “mi sa che dobbiamo parlare”. Io lì sono sbottata e ho vuotato il sacco. Le ho detto “ho questo disagio, tu mi hai fatto sentire sola e non accettata”. Poi vado in camera a fare la valigia per andarmene via e le ho detto “questa è l’ultima volta che mi vedi”. Mia mamma si è messa davanti la porta e mi ha detto “magari è un momento, e se cambi idea?”. A quel punto io le ho detto “Io non cambierò mai idea, perché tuo figlio non è mai esistito. Lei ha cambiato espressione e mi ha detto “Dammi il tuo dolore, ci penso io a te e ti starò vicino”. A me non interessava avere forme grandi o essere iper femminile, volevo solo essere quello che sono, una donna, le ho detto “io mi voglio alzare la mattina e avere un altro corpo”. Tutta la famiglia si è messa contro dicendo che non era una cosa normale. Mia mamma è la donna più forte del mondo, è andata contro tutti“.
Ha poi continuato: “Anche a scuola non è stato facile, da bambina nessuno voleva giocare con me, io tornavo a casa dicevo “mamma perché le compagnette non vogliono che stia con loro e i compagnetti ridono di me?”. Lei mi rispondeva di giocare con la maestra”. Anche in casa sono successe cose non belle. Il padre di mio fratello mi diceva “se nasce maschio ti tagli i capelli, le unghie, butti le bambole, prima che lo fai venire malato come te. Quando ho saputo che mia mamma aspettava un maschio ho avuto molta paura. Io ci tenevo troppo ai miei capelli, perché erano la cosa che mi faceva sentire meglio. Eppure ancora oggi c’è ancora così tanto da fare. Infatti ho fatto questo coming out perché parlarne aiuta chi ci guarda, così come la storia di quella ragazza in un vecchio GF ha aiutato me. Però non capisco perché ancora oggi la società ci ostacoli e ci veda come una minaccia“.

